Olio extra vergine italiano o importato dall’Estero? Facciamo attenzione a cosa compriamo!

Olio extra vergine italiano o importato dall’Estero? Facciamo attenzione a cosa compriamo!
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La domanda è lecita e in questi giorni dobbiamo iniziare a farcela in maniera più insistente. È, infatti, allarmante quanto emerge dalla pubblicazione del report dell’Icqrf sul sito del Masaf sullo stato dell’olio di oliva in Italia.


I numeri non sono confortanti. Dal report, infatti, emerge come negli stoccaggi ci siano 163mila tonnellate di extravergine di cui circa 112mila italiano, mentre il resto si divide tra quello di provenienza Ue ed extra Ue. Se continuiamo così rischiamo di finire l’olio extravergine italiano prima della prossima raccolta.


Nell’Unione Europea è obbligatorio indicare la provenienza dell’olio d’oliva, soprattutto per le due classi merceologiche: extravergine e vergine. A seconda dell’origine, l’etichetta può riportare il nome dello stato membro dell’UE, l’Unione Europea o un paese terzo, cioè al di fuori dell’Unione Europea.
Per quanto riguarda la provenienza, ci sono alcune distinzioni importanti, che con la crisi di oggi noi consumatori dobbiamo sapere.


Partiamo con l’Olio extravergine di oliva italiano. Questo olio è prodotto esclusivamente in Italia con olive italiane.
Passiamo agli Oli comunitari. Questi sono sempre miscele, ma sono fatti con olio proveniente dai vari Paesi dell’UE che coltivano ulivi, come Spagna, Grecia, Italia e Francia.


In ultimo, passiamo alla Miscela di oli comunitari ed extra-comunitari. Questa è una combinazione di oli provenienti da tutto il Mediterraneo, inclusi paesi come Turchia, Israele e, soprattutto, nord Africa.
Quest’ultima opzione per noi consumatori è sicuramente da evitare. Voglio ricordare che i produttori e gli agricoltori italiani seguono rigidi disciplinari, fatti di regole che hanno l’obiettivo di salvaguardare la salute del consumatore finale. L’Olio extravergine italiano è una spremuta di olive che apporta grandissimi benefici all’organismo, anche perché prodotto con grandi sacrifici e con tutti i crismi.


L’olio proveniente dai Paesi extra Ue purtroppo no. Senza entrare nel merito delle condizioni in cui operano i lavoratori negli uliveti, per esempio, del Nord Africa, qui non ci sono disciplinari rigidi da seguire come i nostri. E allora cosa mangiamo? Cosa portiamo a tavola? Non certo quell’alimento prezioso e salutare, ma un concentrato di elementi dannosi per i nostri organismi.

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