Masculina da Magghia: il sapore autentico del Golfo di Catania arriva al Salone del Gusto Torino 2026 – dal nostro inviato Simone Montagno
C’è una storia che inizia prima dell’alba, quando il mare del Golfo di Catania è ancora silenzioso e le barche prendono il largo seguendo un rituale tramandato di generazione in generazione. È la storia della Masculina da Magghia, il prezioso Presidio Slow Food che custodisce una delle tecniche di pesca più antiche della Sicilia: la menaide, una rete a maglie larghe che seleziona il pescato con delicatezza, rispettando i tempi del mare e il lavoro dei pescatori.
Dal tratto di costa che unisce San Giovanni Li Cuti, Ognina, Aci Trezza e Augusta, nasce un prodotto unico, riconoscibile per la sua carne tenera, il sapore intenso ma equilibrato e una lavorazione che conserva intatto il valore di una tradizione secolare. Ogni acciuga racconta il legame profondo tra l’uomo e il mare, tra gesti antichi e un patrimonio gastronomico che continua a vivere grazie alle famiglie di pescatori che ne custodiscono il sapere.
Al Salone del Gusto Torino 2026, la Masculina da Magghia arriva come ambasciatrice di questa straordinaria eredità. Non è soltanto un prodotto da degustare, ma un racconto di biodiversità, sostenibilità e identità territoriale, capace di far conoscere a un pubblico internazionale il valore di una pesca artigianale che resiste al tempo e alle sfide del presente.
Assaggiarla significa compiere un viaggio nel cuore della Sicilia: ritrovare il profumo del mare, la sapidità autentica delle alici lavorate secondo la tradizione, la pazienza dell’affinamento sotto sale e la passione di una comunità che ha scelto di proteggere il proprio patrimonio senza rinunciare alla qualità.
Al Salone del Gusto, la Masculina da Magghia diventa il simbolo di una filosofia che Slow Food promuove da sempre: valorizzare chi produce con rispetto, difendere la biodiversità e dimostrare che il cibo migliore è quello che custodisce una storia vera. Un incontro con il mare siciliano che lascia il segno, perché alcuni sapori non appartengono solo alla tavola: appartengono alla memoria.
