La Sicilia saluta Terra Madre Salone del Gusto 2026: biodiversità, Presìdi Slow Food e tradizioni che guardano al futuro – dal nostro inviato Simone Montagno
Si chiude con un bilancio ricco di incontri, racconti e sapori la partecipazione della Sicilia a Terra Madre Salone del Gusto 2026, la sedicesima edizione della manifestazione internazionale di Slow Food che, dal 24 al 27 settembre, ha trasformato il cuore di Torino in una grande vetrina della biodiversità alimentare mondiale. Nell’edizione che ha celebrato i 40 anni di Slow Food, la Sicilia ha portato il volto autentico di un territorio che continua a custodire produzioni uniche, saperi antichi e comunità impegnate nella tutela del patrimonio agroalimentare.
Grande protagonista è stata la rete dei Presìdi Slow Food siciliani, espressione concreta di un’agricoltura capace di coniugare qualità, identità e sostenibilità. Dai prodotti storici come il Torrone di Caltanissetta, la Cuddriredda di Delia, la Zaituna dei Monti Iblei, il Fagiolo Badda di Polizzi Generosa, la Provola dei Nebrodi, il Sale marino di Trapani e le numerose altre eccellenze dell’isola, fino alle novità presentate in questa edizione, ogni produttore ha raccontato una Sicilia fatta di paesaggi, persone e tradizioni che resistono all’omologazione.
Particolare attenzione hanno riscosso i nuovi Presìdi protagonisti di questa edizione: il Limone della Piana di Bagheria, simbolo di un paesaggio agricolo recuperato e valorizzato, e l’ampliamento del Presidio dei Prati stabili e pascoli con i pascoli di Castronovo di Sicilia, testimonianza dell’importanza della pastorizia e della biodiversità delle aree interne dell’isola.
La presenza siciliana ha confermato il ruolo dell’isola come una delle terre più ricche di biodiversità del Mediterraneo, capace di dialogare con produttori provenienti da ogni parte del mondo attraverso i valori del cibo buono, pulito e giusto. Tra il Mercato di Terra Madre, i Laboratori del Gusto e gli incontri dedicati alle comunità Slow Food, la Sicilia ha ribadito che il futuro dell’agricoltura passa dalla valorizzazione delle produzioni locali e dalla tutela dei territori.
Si conclude così un’esperienza che rafforza il legame tra la Sicilia e la rete internazionale di Slow Food, lasciando in eredità nuove relazioni, nuove opportunità e la consapevolezza che ogni Presidio rappresenta non soltanto un prodotto da preservare, ma una comunità che continua a costruire il futuro partendo dalle proprie radici.
