Vertenza Pfizer Catania, prosegue la mobilitazione dei lavoratori

Vertenza Pfizer Catania, prosegue la mobilitazione dei lavoratori
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Prosegue la mobilitazione dei lavoratori dello stabilimento Pfizer di Catania, mentre la vertenza entra in una fase decisiva. Le organizzazioni sindacali hanno definito un programma di iniziative, approvato dall’assemblea dei dipendenti, con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali e garantire un futuro al sito produttivo etneo. Al Governo viene chiesto un intervento concreto per scongiurare gli esuberi e tutelare il lavoro e le famiglie coinvolte.

Nei giorni scorsi si è svolta l’assemblea di tutti i lavoratori dello stabilimento, convocata unitariamente dalle cinque organizzazioni sindacali di categoria. Nel corso dell’incontro è stato approvato un calendario di mobilitazione che prevede sit-in e scioperi, con iniziative destinate a intensificarsi nelle prossime settimane.

Nel corso della prossima settimana sono previsti due incontri nella sede di Confindustria Catania, accompagnati da un sit-in dei lavoratori. Gli appuntamenti segneranno l’avvio dell’esame congiunto per la gestione degli esuberi, previsto dalla legge 30 dicembre 2021, n. 234. Si tratta di un passaggio delicato della vertenza, in un clima di crescente preoccupazione per le ricadute occupazionali e per le prospettive future dello stabilimento.

Un’altra data cruciale è quella del 23 ottobre, quando il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sarà presente nello stabilimento Pfizer di Catania per incontrare i vertici internazionali del gruppo. Per la stessa giornata, le cinque organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero generale, con i lavoratori che si concentreranno davanti ai cancelli dell’impianto in attesa dell’arrivo del ministro.

La richiesta dei sindacati è che Urso incontri innanzitutto i dipendenti, ascoltandone le preoccupazioni, le paure e le difficoltà legate all’incertezza sul futuro occupazionale. Un confronto diretto con chi sta vivendo le conseguenze della vertenza viene considerato indispensabile affinché le istanze dei lavoratori possano trovare spazio nel dialogo con l’azienda e tradursi in impegni concreti per la salvaguardia dei posti di lavoro a Catania.

A sollecitare un intervento ai massimi livelli istituzionali è Giuseppe La Mendola, responsabile del comparto chimico-farmaceutico della Segreteria nazionale FIALC CISAL, che richiama la necessità di un’azione determinata da parte dell’Esecutivo e di un coinvolgimento diretto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

«Tutto ciò che il sindacato ha organizzato e sta organizzando è indispensabile – dichiara La Mendola – ma è fondamentale che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si occupi personalmente di questa vicenda. Pfizer non è un’azienda come le altre: parliamo di un colosso dal potere pressoché illimitato. Solo un Governo convinto e forte come quello guidato da Giorgia Meloni può interloquire con i vertici mondiali del gruppo, gli unici che possono decidere se Catania debba vivere o morire. Chiediamo al Governo di percorrere le strade più corrette ed efficaci e di attivare tutti i canali capaci di incidere sulle scelte di un gruppo di queste dimensioni. Il Governo ha gli strumenti e sa come usarli: porti a casa il risultato».

Per La Mendola, una soluzione positiva della vertenza rappresenterebbe anche un risultato di rilievo sul piano politico e istituzionale, dimostrando la capacità del Governo di intervenire a tutela dell’occupazione e del tessuto produttivo del territorio.

«Per il Governo – prosegue il responsabile nazionale della FIALC CISAL – non ci sarebbe modo migliore di concludere questa legislatura che trovare una soluzione per i lavoratori di Catania, oggi messi sotto scacco dalla più grande multinazionale farmaceutica del mondo. Difendere questi posti di lavoro sarebbe un viatico di grande importanza per un Governo che si appresta ad affrontare le elezioni».

La mobilitazione potrebbe inoltre spostarsi dalla Sicilia alla Capitale qualora la visita del ministro Urso non dovesse produrre risultati concreti. La Mendola annuncia infatti che è già stata approvata una giornata di protesta e sciopero sotto Palazzo Chigi, da organizzare unitariamente con le cinque federazioni sindacali di categoria: Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL, UGL Chimici e FIALC CISAL.

L’obiettivo è portare direttamente all’attenzione della Presidenza del Consiglio la vertenza dello stabilimento catanese e sollecitare un intervento capace di incidere sulle decisioni dei vertici internazionali di Pfizer, evitando che il processo di riorganizzazione si traduca in pesanti conseguenze per l’occupazione.

La FIALC CISAL ribadisce infine la volontà di proseguire la mobilitazione insieme alle altre organizzazioni sindacali, chiedendo garanzie per i lavoratori e per le loro famiglie.

«Andremo a Roma tutti insieme per sollecitare direttamente la presidente Meloni – conclude La Mendola – perché solo lei è in grado di cambiare le sorti di questi lavoratori e delle loro famiglie».

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