Iginio Massari critica la ‘Cassata’: ha davvero ragione?
Iginio Massari è un nome che tutti ben conosciamo. Maestro pasticcere italiano, deve anche la sua fama alle innumerevoli partecipazioni a trasmissioni nazionali come ‘Masterchef’, ‘Bake off Italia’, ecc.
Tutti ammiriamo la saggezza del Maestro Massari ed averlo ospite in Sicilia come ‘sommo esperto’ è oggettivamente un vanto per tutti noi. Succede, però, che al Maestro vengano rivolte delle domande dalla stampa presente all’evento palermitano e che, purtroppo, la nostra Cassata ne esca veramente male. Ebbene sì, la regina di tutti i dolci siciliani che non può mancare sulle tavole isolane, per esempio a Pasqua, viene definita ‘troppo dolce’ e, per tale ragione, non riesce a far breccia sul mercato internazionale.
Nessuno si permette di contraddire un sommo esperto di pasticceria, anzi ‘il sommo esperto’ di pasticceria in Italia, Massari, ma mi corre l’obbligo di parlare ‘dei gusti e del palato’, ad esempio, dei cittadini statunitensi e canadesi con i nostri affezionati lettori.
Gli States ed il Canada non sono stati scelti a caso, ma, avendoli visitati recentemente, ho potuto riscontrare in prima persona quanto segue. Da buona ‘Italiana’ che non si adegua molto alle abitudini culinarie straniere, durante il lungo soggiorno tra Usa e Canada, sono andata alla ricerca di ristoranti, pizzerie ed altro gestiti da famiglie italiane e siciliane.
Nella famosissima ‘Little Italy’ newyorkese ho pranzato in un ristorante italiano, con la straordinaria voce di Claudio Villa in sottofondo. L’ordinazione è stata: Pennette alla vodka e Spaghetti al ragù. Non mi soffermo sul fattore squisitezza o meno di entrambe le portate, ma voglio sottolineare, senza dubbio, il gusto molto marcato, salato ed accentuato di entrambi le paste. Passando il confine, per conoscere lo stato del Canada, molto vicino alle Cascate del Niagara, abbiamo trovato un ristornate, con tanto di nome ‘italiano’ sulla facciata dello stabile, ma questa volta la scelta, dopo accurata ‘ispezione’ del menù tutto tricolore, è caduta sulle Pennette all’arrabbiata ed una bistecca.
Posso assicurarvi che le Pennette erano veramente ‘arrabbiate’. Il grado di piccantezza, che potevo aumentare visto che mi hanno portato a tavola altro peperoncino, era veramente accentuato, tanto che le mie papille gustative non sono riuscite ad apprezzarlo. Per farla breve, dopo la prima forchettata ho lasciato tutta la pasta.
A parte questa mia testimonianza, tanti esperti di enogastronomia hanno sempre parlato e spiegato quanto il palato degli ‘Americani’ apprezzi pietanze con gusti molto più accentuati e marcati rispetto a come siamo abituati noi.
Detto ciò, non vedo perchè la Cassata siciliana ed il suo spiccato gusto zuccherino non possa conquistare, ad esempio, proprio gli States. La sua dolcezza ‘prepotente’ potrebbe conquistare tutti oltre oceano e, così, non snaturarsi, perchè appare abbastanza chiaro e scontato che ridurre la quantità di zucchero contenuta nella Regina dei dolci siciliani, significa andare contro la tradizione e la cultura della nostra isola.
La ricetta della Cassata siciliana è storia che portiamo sulle nostre tavole e, senza dubbio, dovremmo impegnarci molto di più per esportarla e farla conoscere in tutto il mondo. Per ricordare ciò a tutti noi voglio chiudere questo articolo con un antico proverbio che dice: “Tintu cu’ un mancia a cassata la matina di Pasqua”.
‘Dolcissima’ Cassata a tutti!
