A Belpasso un museo diffuso tra memoria, tradizione e pietra lavica

A Belpasso un museo diffuso tra memoria, tradizione e pietra lavica
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Ai piedi dell’Etna, Belpasso sta vivendo una significativa rinascita culturale che trasforma il centro storico in una vera e propria galleria d’arte permanente e i suoi edifici storici in preziosi custodi della memoria collettiva.

Gli spazi espositivi della città fanno parte della Rete dei Musei Comunali della Sicilia, il progetto promosso da ANCI Sicilia che riunisce attualmente oltre cento Comuni e più di duecento musei dell’Isola, valorizzando il patrimonio culturale diffuso sul territorio.

All’interno del polo culturale composto da Casa Russo Giusti e dalla Casa del Lampionaio trova sede il Museo Etnoantropologico e Archeologico “Venerando Bruno”, autentico custode dell’identità storica belpassese.

Con oltre 530 reperti esposti, il museo racconta la vita quotidiana della comunità locale attraverso utensili agricoli, oggetti domestici, testimonianze archeologiche e documenti della memoria collettiva.

La nascita del museo è strettamente legata alla figura di Venerando Bruno, studioso e appassionato ricercatore locale che dedicò gran parte della propria vita alla raccolta e alla catalogazione delle testimonianze dell’antica Belpasso. Una prima sede museale, intitolata a Giuseppe Sambataro, fu inaugurata nel 1988, ma dovette chiudere poco tempo dopo a causa della mancanza di risorse economiche. Soltanto nel 2016, grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale e gli eredi di Bruno, la collezione ha trovato una collocazione definitiva nella Casa del Lampionaio.

L’esposizione documenta diverse epoche storiche: dai reperti riferibili alla vita quotidiana tra Ottocento e Novecento ai materiali provenienti dalla chiesa bizantino-normanna, passando per testimonianze dell’età del Bronzo rinvenute nelle aree di Grammena e Valcorrente. Completano il percorso espositivo maioliche medievali databili tra il XIV e il XV secolo, strumenti agricoli, oggetti domestici e reperti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Nello stesso complesso museale trova spazio il Mechané – Museo Multimediale dei Carri, struttura d’eccellenza che utilizza le nuove tecnologie per raccontare la secolare tradizione dei Carri Allegorici di Santa Lucia.

Attraverso installazioni interattive, contenuti audiovisivi e percorsi multimediali, i visitatori possono scoprire i segreti delle straordinarie “macchine della fede” che ogni anno animano le celebrazioni dedicate alla patrona.

Il nome Mechané deriva dal greco antico e richiama il celebre dispositivo teatrale utilizzato nelle tragedie classiche per far apparire in scena le divinità, il cosiddetto “deus ex machina”.

La Fondazione Carri di Santa Lucia, istituita nel 2010, è impegnata nella tutela e nella valorizzazione di questa tradizione secolare. Durante i festeggiamenti dell’11 e 12 dicembre, i grandi carri allegorici si aprono nella suggestiva “spaccata”, rivelando scenografie ricche di simbolismi e messaggi spirituali. Grazie agli strumenti digitali del museo, questa emozionante esperienza può essere rivissuta durante tutto l’anno attraverso filmati storici e contenuti interattivi.

Belpasso ospita inoltre uno dei più originali progetti artistici della Sicilia contemporanea: il Sentiero delle Cento Sculture, un museo diffuso a cielo aperto che trasforma il centro storico in una grande galleria permanente dedicata alla pietra lavica.

Il percorso si snoda liberamente lungo la cosiddetta “Scacchiera dell’Etna”, consentendo ai visitatori di scoprire le opere senza un itinerario prestabilito. Via Roma rappresenta l’asse principale del sentiero, con numerose installazioni collocate lungo i marciapiedi e accanto ai portali storici. Un’altra tappa fondamentale è il Giardino Martoglio, dove l’arte dialoga armoniosamente con gli spazi verdi urbani.

Tra le opere più significative spicca la fontana artistica “Cerchi d’Acqua”, realizzata da Yoshin Ogata e collocata in piazza Municipio.

Il progetto nasce dalla consolidata collaborazione tra il Comune di Belpasso e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ogni anno artisti provenienti da tutto il mondo partecipano ai simposi internazionali di scultura, lavorando grandi blocchi di pietra lavica direttamente davanti al pubblico.

Il filo conduttore delle opere è il profondo legame tra Belpasso e l’Etna, con particolare attenzione ai miti e alle suggestioni legate al vulcano. La pietra lavica, elemento identitario del territorio, diventa così non soltanto materiale costruttivo, ma autentico strumento di espressione artistica e culturale.

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