A Selinunte la memoria diventa futuro: un omaggio a Paolo Borsellino e alla sua scorta

A Selinunte la memoria diventa futuro: un omaggio a Paolo Borsellino e alla sua scorta
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Una serata di musica, teatro e memoria per ricordare il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta – Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – ma anche per lanciare un messaggio di responsabilità civile a un territorio che per decenni ha dovuto fare i conti con il potere della mafia.

A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio, il Parco archeologico di Selinunte ha ospitato “Il Tempo della Memoria”, un evento che ha spostato l’attenzione dal semplice ricordo alla necessità di interrogarsi su come continuare a trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria e dell’impegno civile.

Per l’occasione, il Parco ha scelto il linguaggio universale della musica e del teatro, dando vita a un racconto corale ideato da CoopCulture insieme alla direzione del Parco. Sul palco si sono alternati artisti, giornalisti e testimoni, intrecciando parole, musica e riflessioni in un percorso dedicato alla legalità e alla memoria.

Hanno partecipato Davide Shorty, Daria Biancardi, Claudio Casisa, Corrado Fortuna, Jorge Luis Pacheco, Antonella Schirò e i giornalisti Gery Palazzotto, Tiziana Martorana e Salvatore Cusimano, sotto la direzione artistica di Fabio Lannino. Ciascuno ha scelto un brano, un monologo o una testimonianza personale per rendere omaggio alle vittime della strage. Particolarmente intensa l’interpretazione di Nick The Nightfly, che ha proposto Fragile di Sting, trasformando il celebre brano in un messaggio di pace, speranza e riconciliazione.

«Selinunte ricorda un magistrato che proprio in questo territorio avviò importanti indagini – ha dichiarato il direttore del Parco archeologico, Felice Crescente – e fa proprio il suo messaggio: in una terra segnata per cinquant’anni dalla presenza mafiosa, ciascuno è chiamato a fare la propria parte. Magistrati, forze dell’ordine, istituzioni e cittadini».

Sulla stessa linea la direttrice generale di CoopCulture, Letizia Casuccio, che ha sottolineato come la valorizzazione del patrimonio culturale non possa prescindere dall’impegno educativo: «Non ci limitiamo a raccontare le bellezze del Parco archeologico. Crediamo sia fondamentale essere una comunità educante e assumerci la responsabilità di promuovere il rispetto e la cultura della legalità».

«È un onore ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta con Fragile – ha spiegato Nick The Nightfly –. Sting scrisse questa canzone nel 1987 in memoria di Ben Linder, giovane ucciso in Nicaragua. È un brano che parla di pace e di guarigione, un messaggio che oggi conserva tutta la sua forza».

Anche Davide Shorty ha ribadito il valore dell’iniziativa: «Essere qui significa parlare ai giovani e ricordare loro che bisogna continuare a lottare per i propri diritti e per la propria terra. La musica è uno strumento di aggregazione, confronto e costruzione del futuro».

Dal palco è arrivato anche il messaggio di Claudio Casisa: «Non sono un eroe, mi limito a rispettare le regole. Ma proprio per questo dobbiamo essere un esempio per i ragazzi che crescono nella nostra terra».

La serata ha unito memoria e solidarietà. L’intero incasso sarà infatti devoluto alla parrocchia di Santa Lucia di Castelvetrano, guidata da fra’ Giuseppe, che ogni mese sostiene circa 150 famiglie in difficoltà. «Ricordare Paolo Borsellino attraverso la musica è bellissimo – ha concluso il parroco – ma lo è ancora di più il sostegno concreto che questa iniziativa offre alla nostra comunità».

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