Gangi, un museo a cielo aperto tra arte, storia e tradizioni
Nel cuore delle Madonie, dove il tessuto urbano si arrampica lungo il pendio e le case in pietra raccontano secoli di storia, Gangi si conferma uno dei principali poli culturali dell’entroterra siciliano. Il borgo, eletto Borgo più Bello d’Italia nel 2014, offre un articolato percorso tra musei, palazzi storici, arte sacra e tradizioni popolari, capace di coniugare tutela del patrimonio e innovazione.
Fulcro dell’offerta culturale è Palazzo Sgadari, sede del Sistema Museale cittadino. L’edificio ospita quattro percorsi espositivi visitabili con un unico biglietto: il Museo Archeologico “Santi Naselli”, con reperti provenienti dagli scavi di Monte Alburchia e Gangi Vecchio; la Pinacoteca “Gianbecchina”, dedicata al maestro che ha immortalato la Sicilia contadina; il Museo delle Armi “Giuseppe Franco”, con una ricca collezione di armi bianche e da fuoco; e il Museo Etnoantropologico, che custodisce testimonianze della civiltà rurale e delle antiche attività legate al pane e alla pastorizia.
Negli ultimi anni l’offerta si è ulteriormente ampliata con il nuovo Polo Museale della Chiesa Madre, dove è esposto il monumentale Giudizio Universale di Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo di Gangi, una delle tele più grandi d’Italia. Sotto la stessa chiesa si trova la suggestiva Cripta delle Mummie, che conserva circa cento sacerdoti mummificati tra il XVIII e il XIX secolo, molti dei quali con maschere funerarie in cera.
Tra le realtà più originali figura anche la Casa dei Vecchi Ricordi, museo privato del collezionista Luciano Ienna, che raccoglie oltre mille oggetti della tradizione popolare siciliana, dai giocattoli d’epoca agli utensili domestici e agli stampi per ostie sacre.
Guardando al futuro, l’ex carcere del paese sarà trasformato nella Casa delle Farfalle, un innovativo museo ambientale e bioparco dedicato alla biodiversità e all’educazione ambientale.
A rafforzare il ruolo culturale del borgo arriva anche l’ingresso degli spazi museali di Gangi nella Rete dei Musei Comunali della Sicilia, progetto promosso da ANCI Sicilia che coinvolge attualmente 102 Comuni e 235 musei, con l’obiettivo di creare una rete regionale capace di valorizzare il patrimonio diffuso dei piccoli centri.
Il sindaco Giuseppe Ferrarello sottolinea il valore strategico dell’iniziativa: «L’ingresso degli spazi museali di Gangi nella Rete dei Musei Comunali della Sicilia non rappresenta soltanto un’adesione formale, ma un vero moltiplicatore di opportunità. La Rete trasforma il museo da semplice contenitore di oggetti a motore di sviluppo economico e culturale per il nostro paese e per l’intero territorio delle Madonie».
«Per un borgo come il nostro – aggiunge il primo cittadino – entrare nel circuito promosso da ANCI Sicilia significa valorizzare un patrimonio storico e artistico di straordinario valore e inserirlo in un sistema regionale capace di generare maggiore visibilità, collaborazioni e nuovi flussi turistici. Sono convinto che collocare i nostri tesori all’interno di una rete riconosciuta permetterà anche ai piccoli centri di essere scoperti e apprezzati da un numero sempre maggiore di visitatori».
