“Led Zeppelin: Symphonic Unledded” il rock della band inglese a Selinunte

“Led Zeppelin: Symphonic Unledded” il rock della band inglese a Selinunte
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Il riff ipnotico, quasi rituale, di Kashmir, porta già dentro di sé Oriente e Occidente, rock e orchestrazione, potenza e mistero. D’altronde quando Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham la lanciarono – era il 1975, l’album era “Physical Graffiti” -, divenne ben presto uno dei pezzi-manifesto dei Led Zeppelin. Ascoltarla con tutta la sua forza rock intrecciata a sonorità sinfoniche e suggestioni dal mondo … sarà deflagrante. Ma tutto il prossimo concerto in programma a SelinuntEstate si preannuncia di grande impatto: il rock dei Led Zeppelin oltre ogni confine. In prima assoluta, giovedì prossimo (20 agosto) alle 21 condivideranno il palco sotto il tempio E, una rock band, un’orchestra e un ensemble etnico in un unico paesaggio sonoro che reinterpreta i grandi classici della band britannica. Da Kashmir a Stairway to Heaven, fino a Four Steaks, Babe I’m Gonna Leave You, Ten Years Gone e oltre, “Led Zeppelin: Symphonic Unledded” è un viaggio musicale in prima assoluta, che supera ogni steccato artistico e porta la musica della leggendaria band britannica fuori dai confini del rock, ispirandosi a “No Quarter – Unledded”, lo storico progetto (1994) con cui Jimmy Page e Robert Plant rilessero il repertorio Led Zeppelin con orchestra e strumenti etnici. È una produzione musicale di Ri-Connessioni APS parte del progetto “Confini – Il Mediterraneo come origine”, dedicata alla rilettura sinfonica e interculturale del repertorio di una delle band più influenti della storia del rock.

Non un semplice concerto-tributo, ma una rilettura che entra nella materia dei Led Zeppelin, ne segue le contaminazioni, amplifica le aperture verso altre culture e restituisce i brani in una veste nuova. Chitarre e batteria manterranno intatta l’energia originaria, mentre l’orchestra ne allargherà la dimensione e gli strumenti etnici faranno emergere quel dialogo con sonorità lontane che apparteneva già al DNA musicale dei Led Zeppelin. Che non sono mai stati soltanto una rock band. Blues, folk britannico, psichedelia e sperimentazione hanno attraversato fin dall’inizio la loro musica, rendendola difficilmente racchiudibile in un solo genere.

La mattina di giovedì, dalle 10.30 alle 13 al baglio Florio, nel parco archeologico, il secondo degli incontri culturali che approfondisce il tema del “confine” come luogo di relazione e attraversamento, dialogo tra culture e contaminazione. Ingresso libero.

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