“Abbandonarsi alle nuvole”, quattro artisti alla Fondazione Brodbeck di Catania
Dal 16 ottobre 2026, gli spazi della Fondazione Brodbeck di Catania ospiteranno Abbandonarsi alle nuvole, mostra che riunisce le ricerche di Alessandro Costanzo, Silvia Muscolino, Roberto Orlando e Margherita Pedrotta. Curata da Mario Bronzino e Barbara Cammarata, l’esposizione conclude Coalizioni Isola, progetto promosso da Isola Catania e sostenuto dal Laboratorio di Creatività Contemporanea della Direzione Generale del Ministero della Cultura.
Il percorso espositivo esplora il rapporto tra passato e presente, indagando come gesti, immagini, materiali e racconti possano trasformarsi e assumere significati inediti. Le opere dei quattro artisti, pur utilizzando linguaggi differenti, condividono l’interesse per ciò che riaffiora e si modifica, dando origine a nuove possibilità di interpretazione.
Le nuvole, con le loro forme mutevoli e traiettorie imprevedibili, diventano la metafora dell’intera mostra. Non sappiamo se quelle che osserviamo oggi siano le stesse di ieri, né dove si dirigeranno domani. Allo stesso modo, ciò che proviene dal passato attraversa contesti diversi, cambia configurazione e si arricchisce di nuovi significati.
In questa prospettiva, ciò che è stato non viene trattato come un archivio da ricostruire fedelmente, ma come una materia ancora capace di generare relazioni. L’abbandono evocato dal titolo suggerisce proprio la disponibilità a lasciarsi guidare da connessioni inattese, senza imporre alle opere una lettura univoca. Il visitatore è invitato a costruire un proprio percorso, mettendo in relazione elementi distanti e rivedendo le proprie interpretazioni durante l’esperienza espositiva.
Nella ricerca di Alessandro Costanzo, piccoli gesti compiuti nelle immediate vicinanze delle opere innescano trasformazioni all’interno di strutture realizzate con materiali industriali. Tra l’azione iniziale e il risultato non esiste una somiglianza immediata: sono i legami nascosti e indiretti tra gesto e materia a costituire il fulcro del lavoro dell’artista.
Silvia Muscolino porta invece sulla tela figure femminili impegnate in gesti di cura e ritualità condivise. Le donne si sostengono reciprocamente, dando forma a una dimensione collettiva del femminile, in cui la forza nasce dalla relazione tra i corpi e dalla continuità delle pratiche comuni. I gesti conservano il significato di legami comunitari anche quando il contesto originario sembra ormai scomparso.
Roberto Orlando parte dalle storie e dalle tecniche degli estrattori di resina, recuperando immagini e pratiche che riemergono nel presente sotto nuove forme. Le sue opere mettono in evidenza la distanza tra la contemporaneità e un mondo legato al lavoro a contatto con la natura, insieme alle relazioni sociali che lo caratterizzavano. Il risultato è una riflessione sulle trasformazioni della società, senza la pretesa di ricondurle a un’unica narrazione.
La ricerca di Margherita Pedrotta si sviluppa attraverso l’assemblaggio di materiali già utilizzati, accostati a immagini che sembrano portare i segni del tempo e dell’usura. Gli elementi vengono ricomposti senza seguire una direzione narrativa prestabilita, generando tracce di passaggi precedenti che rimangono volutamente ambigue. L’artista non ricostruisce ciò che è stato, ma ne riattiva i frammenti attraverso nuove combinazioni.
«Abbandonarsi alle nuvole nasce dalla volontà di lasciare aperto il rapporto tra le opere e le diverse temporalità che attraversano le ricerche degli artisti», spiegano i curatori Mario Bronzino e Barbara Cammarata. «Come le nuvole, anche le forme che provengono dal passato non sono mai completamente afferrabili: cambiano mentre le osserviamo, si spostano, si sovrappongono e possono assumere configurazioni differenti. La mostra non vuole quindi imporre una narrazione, ma creare le condizioni perché ciascuno possa costruirne una propria, accettando anche la possibilità di modificarla nel corso dell’esperienza».
Anche l’allestimento contribuisce a definire questa visione. Il progetto, firmato dallo studio di architettura Analogique, introduce negli spazi esterni della Fondazione Brodbeck un’infrastruttura essenziale, composta da una linea continua di elementi realizzati con materiali differenti. Dall’ingresso, il percorso attraversa gli ambienti e orienta lo sguardo verso le opere, mettendo in relazione spazi e linguaggi eterogenei.
La soluzione richiama quella di un white cube rovesciato: dispositivi tecnologici normalmente nascosti diventano elementi visibili e riconoscibili anche attraverso il colore. Questa continuità ricompone l’unità dell’esposizione e inserisce le opere nell’identità post-industriale della Fondazione, creando un dialogo tra intervento contemporaneo e caratteristiche architettoniche del luogo.
Con Abbandonarsi alle nuvole si conclude Coalizioni Isola, iniziativa che rientra nel più ampio impegno di Isola Catania a favore dell’imprenditorialità culturale e creativa. Il progetto punta a rafforzare il settore attraverso la conoscenza delle sue dinamiche e lo sviluppo di competenze e capacità progettuali, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
In questo quadro si inseriscono il Laboratorio di Creatività Contemporanea, orientato allo studio e all’analisi del settore, e Cultural BEES, progetto europeo guidato da Junior Achievement Europe che promuove la capacità di iniziativa tra gli studenti delle scuole superiori.
Due esperienze accomunate dall’idea che la cultura possa rappresentare un concreto ambito di lavoro, progettazione e impresa, se accompagnata da strumenti, competenze e relazioni adeguate. La mostra della Fondazione Brodbeck si inserisce in questa prospettiva, affidando all’arte la possibilità di rielaborare ciò che ci circonda e aprire nuove chiavi di lettura del presente.
