Al via il Festival di Fotografia sociale
Fotografia per documentare, raccontare, ricucire. Con l’impegno di essere sempre coerenti e mai neutrali, di schierarsi se serve, di far da occhi e orecchie di realtà lontane e vicine. La fotografia sociale non punta sulla spettacolarizzazione ma sulla narrazione responsabile per immagini, siano esse di corpi, confini, ferite, resistenze. Da tre anni il festival NONSONOCOSA raccoglie i progetti internazionali più interessanti e quest’anno ha deciso di fare un passo avanti: nel weekend da venerdì 8 a domenica 10 maggio si inaugura un percorso diffuso attraverso sei diverse mostre tra il Parco archeologico di Selinunte e il borgo di Marinella di Selinunte; esposizioni – visitabili per un mese intero, fino al 7 giugno – dei fotografi Francesco Pistilli (World Press Photo Award 2018) che lavora sull’emergenza migrazioni; le visioni intime di Cristina Vatielli; le mutazioni climatiche secondo Giulia Piermartiri e Edoardo Delille; la ricerca narrativa di Ronin Platform (Alfredo Bosco, Giacomo d’Orlando, Karl Mancini e Annalaura Cattelan); il lavoro di Laura Urbana, collettivo che ha esplorato gli scatti dell’Archivio Boscarino di inizi ‘900; e del giovane Sergio Attanasio che ha vinto l’Open Call con il progetto Anno Zero.
L’inaugurazione venerdì 8 maggio alle 20 sulla gradinata del Tempio E, sarà un gesto simbolico: partire da un luogo che è già memoria e stratificazione, e da qui raccogliere il filo rosso del racconto attraverso mostre, incontri, workshop, letture di portfolio e proiezioni che mettono al centro la fotografia come strumento di lettura del reale. Saranno tre giornate intense: la sera dell’inaugurazione si parlerà di cinema documentario con la proiezione di “EveryDay in Gaza”, cortometraggio di Omar Rammal, che racconta la quotidianità della famiglia Farra nella Striscia di Gaza durante la primavera del 2025. Cena collettiva al Lido Zabbara. La giornata di sabato sarà dedicata alla pratica con i workshop di Giulia Piermartiri ed Edoardo Delille, il laboratorio di rilegatura artigianale con Lara di Lotta Bindery e la fotografia con drone di Cristina Vatielli. La giornata si conclude con la presentazione della rivista Scomodo e un documentario di ActionAid sulle mutilazioni genitali femminili. Domenica, l’ultima giornata con il workshop intensivo del reporter Francesco Pistilli, sulla creazione di una storia fotografica, dallo scatto all’editing; e del collettivo Ronin sulla scrittura giornalistica. Il festival terminerà con le proiezioni curate da Cristina Vatielli e un aperitivo finale.
