Al Salone del Libro di Torino 2026 la memoria di Giuseppe Di Matteo – a cura del nostro inviato Simone Montagno
Gli autori Fernando Asaro e Maristella Panepinto hanno presentato il loro libro La storia del bambino senza nome al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, uno degli appuntamenti culturali più importanti d’Italia. L’incontro ha rappresentato un momento significativo di confronto con il pubblico, i lettori e gli operatori del settore editoriale, suscitando grande interesse e partecipazione.
La storia del bambino senza voce è un’opera che rende omaggio alla vicenda di Giuseppe Di Matteo, il bambino rapito nel 1993 da Cosa Nostra. Il libro, scritto da Fernando Asaro e Maristella Panepinto, intreccia memoria familiare, ricostruzione giudiziaria e narrazione civile, costruendo un racconto che si muove tra realtà storica e riflessione umana.
La narrazione segue il percorso del piccolo Giuseppe, dal rapimento fino alla sua tragica morte, restituendo una testimonianza intensa e dolorosa che invita alla memoria e alla consapevolezza. Attraverso uno stile sobrio e rispettoso, gli autori affrontano temi legati alla giustizia, alla violenza mafiosa e al valore della memoria collettiva.
Durante la presentazione al Salone del Libro di Torino, Asaro e Panepinto hanno raccontato la genesi dell’opera e le motivazioni che li hanno spinti a dare voce a una vicenda così drammatica, sottolineando l’importanza della scrittura come strumento di testimonianza civile. L’evento ha suscitato grande interesse e ha generato un ampio dibattito tra i presenti.
